In occasione del decennale della scomparsa, "Wonderland" dedica la puntata a Umberto Eco. Trasformando la semiotica in uno strumento per leggere la società, i media e le trasformazioni culturali del nostro tempo, Eco ha intrecciato spesso la sua storia con quella della Rai. Appena laureato, nel 1954 vinse un concorso entrando in una televisione che era ancora laboratorio di pedagogia civile. Autore de "Il nome della rosa", romanzo che unisce erudizione e piacere del racconto, Eco ha sempre difeso il diritto al divertimento come parte integrante del sapere. Per lui, le società non producono solo merci e leggi, ma segni e imparare a leggerli è il primo atto di libertà. A dieci anni dalla morte, il magazine di Rai Cultura ripercorre il passaggio di Umberto Eco nella televisione pubblica e il suo insegnamento più attuale, attraverso interviste e materiale d'archivio, ma anche brevi interventi di chi ha lavorato con lui e ben conosce il suo pensiero, come il già citato Stefano Traini e il presidente della casa editrice La Nave di Teseo Mario Andreose. Per cominciare, la copertina CULT di "Wonderland" è invece dedicata a "Il filo del ricatto - Dead Man's Wire", il nuovo film di Gus Van Sant, ispirato a un clamoroso fatto di cronaca del 1977. A Indianapolis, Tony Kiritsis prende in ostaggio un broker che ritiene responsabile del proprio fallimento, legando letteralmente la vita dell'uomo al grilletto di un fucile. Con atmosfere da noir anni Settanta e uno sguardo asciutto e quasi documentaristico, Van Sant torna a interrogare il lato oscuro del sogno americano. Protagonisti Bill Skarsgård e Dacre Montgomery, in un duello teso dove il confine tra cronaca e cinema è sottilissimo.