Il noir cinematografico e il crime letterario sono le più chiare influenze dell'arte di Brian Michael Bendis, uno degli autori che hanno maggiormente cambiato il volto del fumetto americano degli ultimi vent'anni, ed è lo stesso fumettista a parlarne a "Wonderland". Vincitore di cinque Eisner Awards e anche del prestigioso Peabody Award, Brian Michael Bendis ha portato il noir a nuova vita nella Marvel, con uno stile spesso accostato a Tarantino, ma che lui stesso riconduce piuttosto ai fratelli Coen, a David Mamet, Richard Price e Aaron Sorkin. Per oltre un decennio è uno degli architetti dell'universo narrativo Marvel, dove rovescia l'immagine eroica degli Avengers, fino a sostituirli con un gruppo di cattivi inaugurando i Dark Avengers. A lui si deve anche uno dei personaggi simbolo del nuovo immaginario pop: Miles Morales, lo Spider-Man afro-ispanico creato con Sara Pichelli, oggi protagonista anche al cinema e nei videogiochi. Il magazine di Rai Cultura ha incontrato Brian Michael Bendis a Milan Games Week & Cartoomics, per ripercorrere la carriera e le idee di uno degli sceneggiatori che hanno ridefinito il modo di raccontare i supereroi nel XXI secolo. Per cominciare, "Wonderland" questa settimana dedica la copertina CULT a "Wider Than the Sky – Più grande del cielo", il nuovo documentario di Valerio Jalongo, un viaggio tra scienza, arte e filosofia che riflette sul vero significato dell'intelligenza artificiale.